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Bello, Unico, Irripetibile. Ma E' Davvero Artigianale?


Vi spieghiamo, in 6 punti, il vero significato di "Artigianale" la parola più evocativa (e più abusata) del nostro tempo.


L’altra sera, la solita amica che ne sa una più del diavolo decantava le qualità della Colomba di Pasqua assolutamente “artigianale” che aveva appena comprato in pasticceria. E il nostro pensiero è subito corso a quel povero Uovo di Pasqua che noi, invece, avevamo messo nel carrello del supermercato. Colomba artigianale, Uovo industriale… qual è la differenza e, soprattutto, dove sta il valore? Eh sì perché si fa presto a dire “artigianale”, la parolina magica che sempre più spesso evoca (e sottintende) concetti ben diversi tra loro come bello, buono, unico, etico, esclusivo e via aggettivando. Oggi basta aggiungere “artigianale” al packaging di un prodotto e il gioco è fatto.

 

Cosa significa "Artiginale"

 

La Treccani parla chiaro, artigianale vuol dire: "fatto da artigiani in modo non industriale”. Per la Legge quadro 443/1985, invece, è "artigiana" l'impresa il cui titolare segue e svolge personalmente e in misura prevalente tutto il processo produttivo. Stop. Nessun riferimento alla qualità dei materiali. Nessun riferimento alla bellezza del risultato. Nessun riferimento alla maestria. Tecnicamente basta che una parte della produzione sia fatta a mano per poter essere definita “artigianale”.

 

Ciò significa che, se vi va di fare gli antipatici, avete tutto il diritto di avvertire l’amica di cui sopra che la sua Colomba potrebbe essere fatta con gli ingredienti più scadenti del mondo e che l’appellativo “artigianale” potrebbe riferirsi semplicemente all’incarto realizzato a mano.

 Ma come è possibile che l’Italia, famosa nel mondo per l’arte del fare, che ha istituito un Ministero del Made in Italy, faccia ancora riferimento a una legge di quarant’anni fa che, alla fine dei conti, non tutela davvero uno dei beni più preziosi della nostra cultura?

 

Il Craftwashing mistica l'artigianato

 

La faccenda si fa ancor più complicata quando entra in gioco il “craftwashing” (fratello gemello del “greenwashing”) che permette a molte aziende di far sembrare artigianale quel che non lo è. Non stiamo parlando solo di fast fashion. Ci riferiamo anche a quel segmento del lusso che costruisce interi universi narrativi sull'artigianato, sulla manifattura d'eccellenza, sul pezzo unico, salvo poi affidare la produzione a fabbriche dove gli operai vengono sfruttati e il prodotto che arriva in vetrina costa all'azienda una frazione ridicola del prezzo finale. Nel 2024 un'inchiesta giudiziaria, di cui avrete sicuramente ricordo, ha scoperchiato il vaso di Pandora coinvolgendo maison di primissimo piano. Il clamore è stato enorme ma le vendite, manco a dirlo, sono andate avanti lo stesso.

 

Tutta questa tiritera per arrivare al nocciolo della questione: il 17 aprile inauguriamo l’edizione primaverile di MyCupOfTea PopUp alla quale parteciperanno tantissimi (veri) artigiani che, tra mille ostacoli, cercano di applicare i valori del fatto a mano.


Valori che è bene ripetere, ribadire e che, for your information, riportare qui di seguito:

 

1. Unicità

ogni oggetto artigianale deve essere unico. Non sarà mai identico a un altro, anche se appartiene allo stesso modello. Non è un difetto, è un valore. L'imperfezione non è un errore di produzione, è la prova del fatto a mano.


2. Qualità

dei materiali e cura del dettaglio: l'artigiano si occupa del prodotto dall'inizio alla fine del processo produttivo e conosce ogni step della produzione, facendo tutto il possibile per migliorare la qualità finale.


3. Sostenibilità

l’artigianato, soprattutto quando produce e vende nello stesso territorio, riduce l'impatto ambientale e favorisce l'economia del territorio. Dà valore al lavoro e alle tradizioni locali. Evita sprechi e consumi inutili.


4. Etica e trasparenza

l’artigiano preferisce lavorare con materiali ecologici o di recupero, limitando l'utilizzo di macchinari industriali e prodotti chimici, riducendo la produzione di rifiuti. E soprattutto, sai chi ha fatto quello che hai comprato. Ha un nome, una faccia, un laboratorio.


5. Cultura e identità

l’artigianato privilegia sempre e comunque la qualità del prodotto fatto a mano. Valore che è superiore anche in termini di bellezza, creatività, design, eleganza, espressione culturale e territoriale. Ogni pezzo porta con sé una storia, un territorio, una tradizione.


6. Economia locale

ogni acquisto artigianale è un voto. Non per un partito, ma per un sistema produttivo diverso — fatto di persone reali, laboratori reali, comunità reali.


Il paradosso è servito: mentre certi grandi brand costruivano la loro narrazione sull'artigianato italiano, negli ultimi dieci anni l'Italia ha perso quasi 230.000 artigiani veri e più di 160.000 botteghe hanno abbassato la saracinesca.


Per organizzare il nostro PopUp facciamo un lungo lavoro di ricerca e di scouting durante il quale scopriamo tante storie che raccontano una nuova generazione di artigiani, designer e creativi che, senza un ufficio marketing e una rete commerciale alle spalle, lavorano con impegno e conoscono ogni centimetro del loro prodotto per il semplice fatto che lo hanno pensato, disegnato e costruito con le proprie mani. 


Venite a conoscerli a MyCupOfTea PopUp e chiedete, fate domande, impicciatevi dai fatti loro. Chiedete chi ha fatto l'oggetto che state per comprare. Chiedete dove. Chiedete con cosa. Un artigiano vero sa sempre  rispondere ed è felice di farlo. 


Noi di MyCupOfTea queste domande le facciamo sempre, ogni volta, a ogni espositore, prima di invitarli al PopUp. E venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 aprile, nelle sale affrescate e nel giardino segreto di Palazzo Firenze, troverete decine di persone che hanno una risposta. Artigiani, designer e creativi che fanno le cose per davvero — con le mani, con la testa, con il cuore. Venite a trovarli. Venite a fare le domande giuste. E magari, tornerete a casa con qualcosa di unico, irripetibile e — finalmente — davvero artigianale.



MyCupOfTea Favourites: Il Nostro Modo Di Sostenere L'Artigianato


Se la curiosità vi impedisce di aspettare fino al nostro prossimo PopUp, vi consigliamo di dare un'occhiata a MyCupofTea Favourites dove abbiamo selezionato - con metodo e grande cura - brand di nicchia, artigiani, designer indipendenti e produttori d’eccellenza che hanno partecipato ai nostri PopUp. Realtà creative che reinterpretano il saper fare artigianale con stile, qualità e una visione contemporanea.

Eccone un'alticipazione:

 

DidiWorld propone creazioni artigianali che uniscono colore, ironia e stile personale. Ogni oggetto è unico e curato nei dettagli. Il suo stile naïve e originale è perfetto per chi cerca qualcosa di diverso, autentico e irripetibile.

 

Intrecci Vegetali crea a mano oggetti unici in salice intrecciato e materiali naturali, unendo tradizione e design contemporaneo. Da specchi e lampade a cesti su misura, ogni pezzo è sostenibile e pensato per durare nel tempo. Intrecci Vegetali valorizza il mestiere antico della cesteria con uno sguardo al futuro.


Five To Nine realizza pigiami artigianali per tutta la famiglia, utilizzando cotoni tinti in filo di altissima qualità, normalmente riservati all’abbigliamento. Ogni capo – che sia per adulti o bambini (dai 0 ai 100 anni) – è pensato per durare, per coccolare e per raccontare uno stile di vita fatto di cura, bellezza e semplicità. 


Elena Rossetti ha trasformato una passione in mestiere, fondendo la sua formazione da interior designer con una sensibilità autentica per la creazione orafa. Dopo aver scoperto la tecnica della fusione a cera persa, si è immersa a tempo pieno nella creazione di gioielli artigianali, lasciando spazio all’intuito e all’imperfezione armonica che caratterizza ogni suo pezzo. 


Vibilia Creations è il frutto dell’incontro tra minimalismo nordico ed energia mediterranea. I gioielli e le creazioni per la casa firmate da Viviana Castelli nascono da una ricerca artistica continua e prendono vita attraverso la fusione a cera persa, antica tecnica scultorea.


Rossella Ugolini è una designer di gioielli contemporanei con base a Roma. I suoi pezzi unici – orecchini, collane, spille – nascono da un processo creativo che unisce disegno, fantasia e profonda conoscenza artigianale. Ogni gioiello è una piccola architettura poetica in oro e pietre preziose, ispirata alla bellezza dell’Italia e all’anima delle cose.


Cantina Abbazia di Busco affonda le radici nell’antica abbazia benedettina di Sant’Andrea e nella storia della famiglia Zeno, aristocrazia veneziana custode di una tradizione secolare. Oggi l’eredità storica incontra l’innovazione sostenibile: Prosecco, vini rossi e bianchi che raccontano un territorio, una passione e un profondo rispetto per la terra.

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