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Versace by Dario Vitale, Quando La Moda E' Uno Scherzo Del Destino



Tradimenti, vendette, colpi di scena da Prada a Versace il caso "Dario Vitale" spiegato in due parole.


Che voi siate fashion victims, fashion addicted o bored by fashion c’è una storia che vorremmo raccontarvi (o condividere con voi nel caso foste già sul pezzo). Una storia emblematica, almeno a parer nostro, per comprendere appieno il marasma fuori controllo che domina il mondo della moda. Una storia con protagonisti eccellenti che si muovono tra passerelle, atelier,  finanza e flagship store in una Milano che, sorniona, guarda e se la ride.

 

Tutto inizia nell’ufficio stile di Prada dove un giovane designer di spiccato talento affianca l’instancabile Miuccia (i nostri auguri per il compleanno appena passato) nel rafforzare l’immagine di MiuMiu, nata come linea giovane e ormai diventata brand di lusso tra i più desiderati. Il suo nome è Dario Vitale al quale si devono due tra le idee più geniali (e copiate) delle ultime stagioni: le mutande portate come short (viste addosso a tutte coloro che possono permettersele: da Gigi a Kendall a Vittoria e anche a molte che avrebbero dovuto esimersi) e le sovrapposizioni di magliette, polo, t-shirt, una sopra l’altra (viste addosso a tutti i modaioli ambo sessi al di qua e al di là dell’Equatore). È facile immaginare il buon Dario sbirciare, dietro le quinte dei défilé, (Miu)Miuccia raccogliere gli applausi scroscianti, pur consapevole che la Lady di Ferro della moda italiana mai li condividerà con lui. Già lo fa con Raf Simons… una co-direzione creativa basta e avanza.



 Dario Vitale per MiuMiu


Ma la moda una ne pensa e cento ne fa ed è così che, nel frattempo, l’altra Signora del fashion italico, la Donatella che tutti amiamo, depone le armi e dà il suo sdegnoso consenso alla vendita di Versace a Capri Holding Limited, con sede nelle Isole Vergini Britanniche, capitanata da quel Michael Kors che, vendendo borse logate MK a 100 euro, ha trasformato l’ossimoro “lusso accessibile” in una format globale.


Tant’è: Capri Holding ha bisogno di un nuovo designer per Versace e tutti puntano il dito su Vitale ritenuto, a ragione, capace di rinnovare il brand riscoprendo quel tocco sexy e dissacrante che da sempre lo caratterizza. Come dire: se le mutande in vista sono andate alla grande per MiuMiu andranno magnificamente anche per Versace. 

 

Ovviamente l'ambiziosissimo Dario non se lo fa ripetere due volte anche se, dice il saggio, chi lascia la vecchia strada per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova. Molla d'emblée Prada Group e a settembre presenta la collezione Versace primavera estate 2026 la prima, dopo 28 anni, senza Donatella. Un trionfo per molti, un mezzo flop per altri… ma si sa: il circo della moda si divide come le acque del Mar Rosso al passaggio di un nuovo direttore creativo. Detrattori e estimatori sono comunque concordi nel riconoscere al buon Dario la capacità di essere tornato alle origini attingendo a piene mani alla grande eredità di Gianni.


Tutto sembra procedere a gonfie vele e i toni sono quelli della favola a lieto fine. Ma chi la fa l’aspetti: la vendetta è dietro l’angolo. Kors si rende conto che rimettere in sesto Versace è un bagno di sangue, proprio mentre all’orizzonte si prospetta un nuovo, inaspettato, acquirente disposto a rilevare le quote di Capri Holding e diventare il nuovo padrone della Medusa.

 

Un brivido gelido deve aver scosso da capo a piedi il povero Dario (al quale di vitale sarà rimasto ben poco) scoprendo che i nuovi acquirenti e datori di lavoro sarebbero stati (sempre loro) Miuccia con il consorte Patrizio Bertelli. Eh sì, perché tra tutti i possibili acquirenti, Versace è finito proprio nelle mani di Prada Group. Chiamala Dio, chiamala Nemesi, il destino modaiolo ha fatto il suo corso.

 

Versace torna in Italia grazie a un’acquisizione da 1,25 miliardi di euro gestita in prima fila dal giovane Lorenzo Bertelli, primogenito  di Miuccia, già pilota di rally e nuovo presidente esecutivo di Versace. Un colpaccio per Prada Group che ora detiene, oltre a Versace e MiuMiu, anche Car Shoes, Church’s English Shoes, Luna Rossa e la storica pasticceria Marchesi 1824 (amatissima dalle sciure milanesi) diventando, a pieno titolo, il più importante gruppo del lusso al di qua delle Alpi.

 

Ovviamente la prima mossa dell’algido Lorenzo è stata dare il benservito a Vitale colpevole di aver mollato il gruppo e di essersi trovato, con un tempismo difficilmente ripetibile, nel posto sbagliato al momento sbagliato.


 

 Dario Vitale per Versace


Ma non tutto è perso, perché proprio in questi giorni la collezione Versace by Dario Vitale arriva nei negozi e fa boom: tutto esaurito in poche ore! Arrembaggi agli store di tutto il mondo, massiccia presenza sui magazine più blasonati, viralità ai massimi storici sui social. Star impazzite: da Hailey Bieber a Julia Robert a Matilda de Angelis, tanto per gradire. Un incredibile successo di immagine e di vendite, tanto inaspettato quanto meritato. Speriamo bene per il futuro di Versace e per le sorti di Vitale che, glielo auguriamo, avrà modo di riprendersi in tempi brevi dalla più colossale sfiga fashionista.

 

Ci scusiamo con i diretti interessati (Dario, Miuccia, Donatella, Michael, Patrizio, Lorenzo e quanti altri) per le eventuali inesattezze di questo breve resoconto, siamo scribacchini e amiamo romanzare. A Pieter Mulier che lascia Alaïa e approda in Versace il nostro migliore in bocca al lupo (è bravissimo... tenetelo d'occhio!).

 

Un saluto e un ringraziamento speciale a Dario Vitale che, più che uno stilista, ci è sembrato il protagonista di una serie TV. La moda, quando vuole, scrive ottime sceneggiature (altro che "Il Diavolo Veste Prada").

 

Tempo di lettura: circa 3 minuti

 
 
 

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