Scrolling Infinito? Trasformiamo il Tempo Online in Qualcosa di Utile
- My Cup Of Tea News
- 2 giorni fa
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Passiamo troppo tempo online. Ma invece di sentirci in colpa perché non alternare i social con podcast, audiolibri e corsi online? Ecco qualche suggerimento
Allora, sedetevi comodi perché dobbiamo parlare di una cosa seria: stamattina chi vi sta scrivendo ha trovato sul suo iPhone, puntuale come sempre, il "riepilogo settimanale" che dichiarava, a chiare lettere, una media di 4 ore e mezza al giorno online. No, dico: QUATTRO ORE E MEZZA! Duecentosettanda minuti. Praticamente un part-time non retribuito passato per lo più sui social. Ora, è vero che per noi è un lavoro, è vero che da lì arrivano la maggior parte delle idee e delle tendenze di cui parliamo con voi, ma dobbiamo essere onesti: sprechiamo fin troppo tempo a guardare video di gattini (irresistibili), capelli prima-e-dopo (catartici), e ricette virali (che non cucineremo mai).
Scommettiamo che anche voi, quando vi arriva quel maledetto riepilogo settimanale, vi sentite un po' in colpa. Ma diciamocelo francamente: smettere di andare online (almeno per divertimento) è come smettere di respirare. Irrealistico e francamente deprimente.
Quindi, visto che siamo persone pragmatiche, perché non cambiare strategia? Invece di ridurre il tempo online potremmo provare a renderlo più interessante. Tipo, invece di guardare per la dodicesima volta il video di come si cucina la "dumpling lasagna" (questa l'abbiamo cucinata: disgustosa!) potremmo, per esempio... imparare qualcosa di utile.
1) I Podcast: la Radio si è Fatta Furba
Partiamo dai podcast. Sì, lo sappiamo, ne avete sentito parlare mille volte, ma aspettate: i podcast sono praticamente la versione moderna della radio, solo che li ascoltate quando, come e dove volete voi.
Nati agli inizi degli anni 2000 (quando erano roba da nerd sfegatati), oggi i podcast sono esplosi. In Italia gli ascoltatori hanno raggiunto quota 18 milioni nel 2025, con una crescita del 75% dal 2018. Ogni giorno nascono migliaia di nuovi podcast nel mondo. Il bello? Ci trovate di tutto. E la cosa meravigliosa è che li potete ascoltare mentre vi truccate, camminate, preparate la cena o siete imbottigliati nel traffico.
Qualche consiglio concreto?
Se amate il true crime (chi non lo ama?), vi consigliamo, il podcast più ascoltato in Italia per il terzo anno consecutivo. Elisa De Marco racconta i casi di cronaca nera più inquietanti con un taglio narrativo coinvolgente e un rigore che fa la differenza.
Oppure "Indagini di Stefano Nazzi" secondo in classifica ma altrettanto imperdibile.
Per chi preferisce la cultura e i libri, c'è "Parlarne tra Amici" di Daria Bignardi che, in compagnia di Stefano Sgambati e Silvia Righini discute di libri come fossero al bar, con quella spontaneità che fa venire voglia di correre in libreria.
E se volete capire cosa succede nel mondo senza impazzire, "Stories" di Cecilia Sala vi porta nei luoghi dove accadono le cose importanti, con reportage dal campo che raccontano il presente attraverso chi lo vive.
2) Audiolibri: leggere con le orecchie
E poi ci sono gli audiolibri. Lo sappiamo, leggere un libro vero con le pagine che si sfogliano e quell'odore di carta è tutta un'altra cosa. Ma quando siete in metro schiacciati come sardine, o fate jogging, o stirate (chi stira più nel 2025?), un audiolibro è la salvezza.
I numeri parlano chiaro: nel 2025 in Italia ci sono 11,4 milioni di persone che ascoltano audiolibri, con una crescita del 14% negli ultimi quattro anni. E no, non sono pigri che non hanno voglia di leggere: il 55% di chi ascolta audiolibri ha già letto il libro in versione cartacea, e il 48% compra il libro dopo averlo ascoltato. Insomma, leggere con le orecchie non sostituisce la lettura tradizionale, la integra.
Le piattaforme principali sono "Audible" e "Storytel". Audible, di proprietà Amazon, ha oltre 350 mila titoli in catalogo (18 mila in italiano) e costa 9,99€ al mese. Storytel ne offre più di 400 mila (con molti contenuti originali esclusivi) allo stesso prezzo, oppure 89,99€ all'anno se volete risparmiare.
Il bello? Potete ascoltare thriller, romanzi, saggi, classici, biografie mentre lo fate altro e il 68% degli utenti apprezza proprio questo: il multitasking mentre il 59% vede negli audiolibri un modo per staccare finalmente da tablet e smartphone.
3) Corsi Online: l'Università in Pigiama
Per i secchioni di turno, quelli che ne sanno sempre una più del diavolo, ci sono i corsi online. Sì, quelli veri, ben diversi e molto meglio dei tutorial su YouTube o Vimeo.
Piattaforme come Udemy e Domestika stanno rivoluzionando il concetto di apprendimento. Udemy conta oltre 70 milioni di studenti nel mondo e offre più di 250 mila corsi su qualsiasi argomento vi venga in mente: fotografia, marketing, lingue straniere, yoga, programmazione, cucina. Domestika è più specializzata in creatività e design, con corsi meravigliosi su illustrazione, ceramica, moda, acquerello.
Il punto non è diventare esperti mondiali di fisica quantistica (anche se potreste), ma dedicare quel tempo che comunque passate col telefono in mano a qualcosa che vi arricchisce. Anche solo mezz'ora al giorno. In un mese avete completato un corso intero.
Su Domestika, per esempio, trovate corsi come "Illustrazione urbana ad acquerello: dipingi la tua città" o "Storytelling per Instagram: trova la tua voce" che vi insegna a usare meglio i social (dai quali state cercando di scappare... ma tant'è!), unico problema, molti corsi sono in altre lingue, ma quasi sempre trovate i sottotitoli in italiano. E potete imparare davvero di tutto: dal SEO per Google alla fotografia food, dall'email marketing alla programmazione Python. I prezzi? Spesso in promozione tra i 9,90€ e i 19,90€ – meno di una cena fuori.
4) La nostra proposta... realistica
Detto questo, ecco la nostra idea: non eliminiamo lo scrolling, sarebbe utopistico. Ma magari alterniamolo con qualcosa di più sostanzioso. Tipo: quindici minuti di Instagram, poi quindici minuti di podcast. Un audiolibro durante il tragitto in metro casa-lavoro invece del solito TikTok. Una lezione di un corso online la sera invece dell'ennesima serie TV che dimenticherete dopo due giorni.
Non stiamo dicendo di trasformarci in sapientoni digitali ma forse, ogni tanto, possiamo scegliere di riempire la testa con qualcosa che non dimenticheremo un attimo dopo lo scroll.
E poi, diciamolo: fa molto più figo dire sto ascoltando un saggio di Alessandro Barbero che confessare (anche a se stessi) di aver perso tre ore a guardare gente che apre pacchi su TikTok.

Un podcast da non perdere? "La Storia nell'Armadio" di Nicoletta De Menna
E se amate la moda con una marcia in più, non potete perdervi "La Storia nell'Armadio" scritto e interpretato da Nicoletta De Menna che ci racconta, attraverso la storia di abiti e accessori che tutti possediamo, alcuni passaggi salienti della Storia del '900. Cinque appuntamenti per scoprire insieme cosa hanno da raccontare il tubino nero, la giacca da uomo, i jeans, le scarpe da ginnastica e la tuta.
Nicoletta prende spunto dai capi iconici del nostro guardaroba per ricordarci come siano diventati tali partendo dalle storie, dalle rivoluzioni e dalle persone che li hanno resi immortali.
La prima puntata è dedicata al Little Black Dress, quel tubino nero che ci salva sempre la vita. Come ha detto Wallis Simpson: "Quando il tubino nero è adeguato, non c'è altro da indossare al suo posto".
"La Storia nell'Armadio" è pubblicato da Ansa e vi aspetta su tutte le principali piattaforme gratuite: Spotify, Apple Podcast, Amazon Music e Spreaker. Non perdetelo!