Dio salvi Simon Porte Jacquemus!
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- 5 ore fa
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Mentre la moda maschile continua a proporre stereotipi impossibili, Jacquemus porta in scena "Le Bonheur": una collezione felice, sexy, accessibile e piena di grazia.

Dio salvi Simon Porte Jacquemus!
Sembra eccessivo ma è proprio così: ieri, mentre scrivevamo un testo che desse conto della moda maschile che ha appena sfilato a Milano e Parigi, siamo stati folgorati sulla via di damasco dal video della sua nuova collezione
intitolata “Le Bonheur”.
Clap! Clap! Clap! Clap! Clap! Clap! Clap! Clap! Clap! Clap! Clap! Anche noi in standing ovation per una sfilata che è molto di più di un defilè, che va oltre la moda e che racconta un progetto preciso e davvero prezioso.
Ora, prendetevi 15 minuti (…e che sarà mai! Ecco il link) e vedetela anche voi: ne vale davvero la pena.
Ovviamente non stiamo parlando solo di abiti, quello che ci interessa è il progetto cui accennavamo prima: Simon Porte si delinea, collezione dopo collezione, come un fenomeno unico e inimitabile nel panorama odierno. Uno che cambia davvero le regole e fa impallidire il pianeta moda.
Classe 1990, cresciuto in Provenza, ha fondato il suo marchio a 18 anni usando il cognome da nubile della madre, morta quando lui era bambino. E in pochi anni ha creato un universo pieno di sole, colore, semplice eleganza e, come direbbe lui, bonheur.
Ha rifiutato il sistema moda: non sfila mai durante le settimane canoniche ma crea meravigiosi eventi che rimangono nell’immaginario. Sono famosissimi i suoi show nei campi di lavanda, tra le dune del deserto o, come quello andato in scena ieri, a l'Île Rousse, bellissimo isolotto con faro a due passi dalla Corsica.
Ha rifiutato il business: i suoi abiti costano il giusto e le sue borsette mini mini sono alla portata di (quasi) tutte. E infatti “Le Bonheur” è un tripudio di capi super basici che però hanno quel qualcosa in più che ti fa dire… ah però!
Ha rifiutato le tendenze: nel bene e nel male fa sempre la stessa cosa, ogni volta un po’ meglio. Segue un percorso estremamente lineare: a me piace questo, io so fare questo e se piace anche a te... è tuo. Ed infatti di “Le Bonheur” compreresti tutto. Subito!
Ha rifiutato i generi: è l’unico che sappia fare una moda veramente unisex valorizzando la femminilità di ogni uomo e la mascolinità di ogni donna. Ed infatti “Le Bonheur” è fieramente gender free e pervicacemente sexy.
Ha rifiutato lo star System: non si dà arie, non fa la diva, ha un marito, due gemelli (Mia e Sun) e un paio di bassotti. Ed infatti “Le Bonheur” celebra la sua capacità di essere figo in maglietta bianca e pantaloni over.
Quindi, lo ripetiamo, speriamo che Coutùros (il dio della moda) salvi Simon Porte Jacquemus!
E, nel frattempo, gli altri che fanno?Oh beh… se non hai venti anni e pesi più di quaranta chili meglio che non esci di casa: Miuccia e Raf rinnovano lo skinny rock (vietato se hai finito le scuole superiori), Farrell per Vuitton rinnova il Preppy (vietato se hai la panza), Domenico e Stefano rinnovano il maschio mediterraneo (vietato se non se più che bono), JW per Dior rinnova lo shabby chic (vietato se tra un’ora hai una cena di lavoro). Insomma, tutto fuori posto!
Abbiamo fatto vedere qualche immagine delle ultime passerelle a un variegato gruppo di amici maschi e tutti hanno commentato: “ …ma ‘ndo ce vai… vestito così?”



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