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Alle Donne Piace Il Romanticismo. E Il Nuovo Romanticismo E' Decisamente Gay.


Dal fenomeno Fujoshi alla serie Heated Rivalry

sempre più donne etero leggono e guardano storie d’amore tra uomini.

Tutta colpa (o merito) del female gaze.


 I giapponesi, che hanno un nome per tutto, chiamano Fujoshi quel fenomeno curioso, oggi di grande attualità, che ha conquistato una fetta enorme di pubblico femminile: le storie romantiche tra uomini. Romanzi, manga, fan fiction, film e serie televisive che raccontano storie gay e che, a quanto pare, non vengono lette e viste solo dalla comunità LGBTQ+ ma anche, e soprattutto, da donne eterosessuali di tutte le età.

 

Ne è una prova “Heated Rivalry”, una serie canadese uscita quasi in sordina lo scorso novembre e diventata in brevissimo tempo il successo tv del momento. Di cosa parla? Del travolgente amore tra Shane Hollander (canadese) e Ilya Rozanov (russo), due bravissimi, famosissimi, fighissimi e bonissimi giocatori di hockey che si scontrano sulla pista di ghiaccio e si amano tra le lenzuola.

 

Una storia semplice semplice che si divide tra amore cocente e acerrima rivalità (come ribadisce il titolo): i due, capitani delle squadre più importanti del mondo, se le danno di santa ragione durante le partite, si scherniscono a vicenda in pubblico, si sbirciano negli spogliatoi, si corteggiano durante gli allenamenti per poi innamorarsi teneramente. Un amore che deve essere tenuto segreto (ovviamente) ma che raggiunge il massimo climax in scene di acrobatico kamasutra gay, che pochissimo lascia all’immaginazione, in un tripudio di addominali scolpiti, chiappe granitiche e frenesie pelviche.

 

I maschi etero distolgono lo sguardo imbarazzati, i gay non credono ai loro occhi e le donne si divertono come matte. Fate un giro online e scoprirete migliaia di fandom (gruppi di appassionati) composti quasi esclusivamente da signore e signorine che chiedono a gran voce la seconda stagione (subito messa in lavorazione). La puntata finale è stata vista, in diretta negli USA, da più di 11 milioni di spettatori: un’audience incredibile in tempi di streaming e on demand.


Romanzi Rosa e Serie TV


La serie tv si ispira alle opere di Rachel Reid, giovane mamma canadese tifosa di hockey, che un giorno si è messa a scrivere racconti M/M romance ambientati sulle piste di ghiaccio. Li pubblica online, riscuote fin da subito un grande successo, prende coraggio, propone le sue storie a molti editori finché viene notata dalla Carina Press (una specie di Romanzi Harmony allo sciroppo d’acero) che le chiede di scrivere un romanzo. Dal 2017 i titoli sono diventati sette, hanno venduto milioni di copie ed ora i suoi giocatori di hockey dalla pomiciata facile sono sugli schermi di mezzo mondo.

 

Le ragioni di tutto questo successo? Perché una donna etero dovrebbe appassionarsi alla storia d’amore tra due uomini? Beh, ci siamo acculturati e abbiamo scoperto che il fenomeno (Fujoshi in Giappone, BL – Boys’ Love in Asia e M/M Romance in Occidente) esiste dalla fine degli anni ’50 e nasce come letteratura amatoriale di nicchia che è andata evolvendosi conquistando sempre più visibilità. Romanzi, scritti e letti quasi esclusivamente da donne, che con la scusa di raccontare storie con personaggi gay, creano e descrivono un immaginario romantico fuori dal comune, osservato attraverso quello che oggi chiamiamo female gaze.

 

Nel M/M Romance, la relazione tra due uomini viene costruita secondo un immaginario emotivo tutto al femminile che pone attenzione alla vulnerabilità, ai sentimenti, alla reciprocità. Non è tanto l’omosessualità dei protagonisti a essere centrale, quanto il modo in cui la relazione viene vissuta e, quindi, raccontata.

 

Sfondiamo una porta aperta: la letteratura romantica eterosessuale propone, nove volte su dieci, modelli di relazione segnati dal maschilismo tradizionale. Il maschio conquista, guida, domina; la donna reagisce, si lascia sedurre e poi, volente o nolente, si adatta. Chi sovverte le regole finisce male (Madame Bovary), soffre a bestia (le amiche geniali Lila e Lenù)

o, peggio ancora, viene presa a sculacciate (Anastasia Steele di Cinquanta Sfumature). Praticamente quello che succede in ogni scena di Bridgerton, l’altra serie di successo del momento. In Heated Rivalry, invece, i protagonisti della storia sono due uomini totalmente paritetici che prima si scontrano e poi si incontrano. E lo schema "etero", semplicemente, non funziona più perché non c’è un lui che conquista e una lei che viene conquistata.

 

Per molte donne questo rappresenta uno spazio narrativo più libero: non devono identificarsi con la protagonista femminile, non devono confrontare il proprio corpo o la propria esperienza con quella del personaggio. Possono osservare la relazione dall’esterno, attraverso quello che potremmo definire un vero e proprio voyeurismo emotivo.

 

Ma c’è anche un altro elemento. In un’epoca in cui il dibattito sul maschilismo tossico è sempre più acceso, vedere uomini che si desiderano, si ascoltano e si prendono cura l’uno dell’altro può apparire sorprendentemente rassicurante. Due maschi che si innamorano possono essere forti e fragili allo stesso tempo. Possono essere competitivi e teneri nella stessa scena. Se poi sono belli, desiderabili e sexy il gioco è fatto.

 

Il successo del M/M Romance potrebbe quindi raccontare qualcosa di molto più ampio della semplice moda di un genere narrativo. Potrebbe essere il segnale di un desiderio culturale più profondo: immaginare relazioni sentimentali in cui il potere maschile non è l’elemento dominante.

In fondo, se dimentichiamo il fatto che i protagonisti siano gay, queste storie parlano soprattutto di come le donne immaginano l’amore quando finalmente possono guardarlo attraverso il proprio sguardo — il female gaze.

 

Sul fronte LGBTQ+ qualcuno ha ravvisato un principio di appropriazione culturale indebita, ma si sa: la comunità gay è molto generosa... va tutto bene, purché se ne parli!


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