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500 Euro Per Lavarsi I Denti? Sì, Però È Un Dyson

2 giorni fa
Tempo di lettura: 4 min


"CameraJet" è il nuovo spazzolino elettrico che costa una follia.

Poi scopriamo l’Oral Beauty Care, facciamo due conti e iniziamo pericolosamente a cambiare idea.


aaaa La dottoressa Lidia, elegantemente incastonata nel suo camice bianco ben stirato, ha avuto un impercettibile sobbalzo quando, terminata la seduta trimestrale di igiene dentale, le abbiamo chiesto candidamente: “Cosa ne pensa del nuovo spazzolino Dyson… accidenti quanto costa!” Un fulmine ha acceso il suo sguardo, gli occhi hanno guardato il cielo e la risposta è stata lapidaria: “Parliamo di cose serie… non dimentichi il filo interdentale: mattina e sera”.

Il nuovo spazzolino Dyson, che promette di mandare in pensione Lidia e tutte le igieniste dentali, è la notizia bomba che ha fatto esplodere il mondo del marketing: “CameraJet” (così si chiama perché dotato di una micro camera che filma la nostra bocca e indica all’AI dove pulire più a fondo) è uno spazzolino da denti elettrico che costa un botto, esattamente 479,00 euro.


E non si tratta dell’ultima diavoleria per ricchi spendaccioni visto che che è stato creato da quel genio di Sir James Dysoninventore, designer e ingegnere britannico che dal 1993 non ne sbaglia una, piazzando sul mercato prodotti di grande successo famosi per l’efficienza impeccabile, il design futuribile e il prezzo sconsiderato. Dyson fa una cosa semplicemente geniale: prende elettrodomestici che da decenni sono sempre gli stessi e li ri-progetta da capo, farcendoli di tantissima tecnologia, innovazione e glamour. Prima l’aspirapolvere, poi il ventilatore, poi ancora l’asciugacapelli… della serie: vai da Euronics perché ti si è rotta la scopa elettrica, ne vedi almeno dieci, tutte uguali, sotto i 100 euro ma torni a casa con una Dyson che costa il triplo e che è una meraviglia. E’ capitato anche a voi? A noi sì!


Non siamo qui per illustrarvi le meraviglie del “CameraJet” e lungi da noi l’idea di voler sponsorizzare un prodotto, però vorremmo capire perché mai Sir James vuole farvi accendere un mutuo per un oggetto che trovate dappertutto a 3 euro: di sicuro avrà i suoi buoni motivi e soprattutto saprà cosa sta facendo.

Skinification: l'igiene dentale diventa cura di bellezza 

Da alcuni anni, infatti, l’igiene dentale sta subendo una vera e propria “skinification”, l’approccio che abbiamo verso la cura dei denti diventa sempre più simile alla cura della pelle: le nostre nonne avevamo iniziato con sapone e “Cera di Cupra” poi sono arrivati detergenti, tonici, creme giorno, notte, occhi e via dicendo. Avere bei denti oggi è tanto importante quanto avere una bella pelle e vi sarete accorti di quanto si sia allargato lo scaffale dedicato al Health care al supermercato e in farmacia.

E’ abbastanza comune usare il floss, un buon collutorio, le strip sbiancanti. Il sorriso a 32 denti di Luca Argentero che pubblicizza lo spazzolino elettrico ci ricorda che é uno strumento che vende benissimo perché sempre più persone lo considerano non solo utile ma, parola magica, “indispensabile” per una corretta igiene dentale.


Vanity Fair parla di “Oral Beauty Routine”, con i cosmetici che si stringono per fare spazio a dentifrici e spazzolini presentati, comunicati e venduti come veri e propri prodotti di bellezza con, in più, un elevato valore salutistico. Una persona con un sorriso cariato non è più accettabile, una sventagliata di denti perfetti è il più moderno simbolo di distinzione che definisce lo status di chi ci sta davanti.

Non a caso NielsenIQ, una delle principali società internazionali di consumer intelligence e analisi di mercato, colloca l’Oral Beauty Routine proprio nel punto d’incontro tra Beauty e Wellness.

Dyson "CameraJet" e il suo inventore - immagine presa dal web


La cura della bocca, infatti, non riguarda più soltanto denti bianchi e sorriso perfetto, ma sta entrando in una concezione molto più ampia di bellezza e benessere. A contribuire a questo cambiamento è anche il crescente interesse verso il microbioma orale, ovvero l’insieme dei microrganismi che popolano naturalmente la nostra bocca e il cui equilibrio è sempre più studiato in relazione alla salute generale dell’organismo. Per farla breve, il dental care incontra due delle grandi ossessioni contemporanee, prevenzione e longevità.

Ventotto anni fa La Prairie lanciava la famosa linea “Skin Caviar” che costava uno sproposito. Fu un successo. Oggi Dyson lancia il primo spazzolino elettrico ultra lusso che, promettendo il meglio in fatto di bellezza e benessere, giustifica un prezzo che fa status e che non ha bisogno di essere ostentato perché, esattamente come La Prairie, rimane confinato nel nostro spazio più intimo, l'armadietto in bagno o il beauty case, dove solo noi sappiamo di possedere il meglio che c’è.


Il Pay-per-Use giustifica il prezzo


Detto questo, un super spazzolino a 500 euro vi sembra ancora una cifra folle? Ovviamente Sir James punta a una fascia di mercato molto alta e non ha alcun interesse a competere né con gli spazzolini classici, né tanto meno con quelli elettrici che guarda, con un po’ di spocchia, dall’alto in basso.

E, nel caso non foste del tutto convinti, è il momento di sfoderare l’asso nella manica di ogni marketing executive, il famigerato “Pay-per-Use”: posto che il “CameraJet” vi duri tre anni, considerando che lo userete (minimo) due volte al giorno, avrete un costo di circa 25 centesimi a utilizzo. A questo punto prendete la calcolatrice e calcolate quanto spenderete in spazzolini: 3 euro ogni 2 settimane (gli spazzolini si cambiano spesso, vi ricorda la dottoressa Lidia) per 3 anni. Senza considerare la plastica e l’ambiente. Ma attenzione... in questo esatto momento stiamo entrando nella fase di accettazione del lusso, con la quale giustifichiamo lo sperpero dissennato dicendo “sì va beh, costa caro ma lo uso tutti i giorni”.

Concludiamo: anche a noi il nuovo spazzolino Dyson è sembrato, di primo acchitto, una forzatura e una follia marketing. Ad oggi non ci sono studi scientifici indipendenti che confermino l’effettiva efficacia del prodotto. Non possiamo dire con assoluta certezza che pulisca meglio degli altri. Però crediamo che Sir James abbia calcolato accuratamente tutti i rischi e che il suo intento sia, oltre all’efficacia del prodotto, creare una nuova fascia di mercato e inventare un nuovo modo di lavarsi i denti con buona pace di tutte le nostre, amatissime, igieniste dentali.

Post Scriptum: non abbiamo descritto le funzionalità di “CameraJet” Dyson perché non sponsorizziamo prodotti però, se avete tempo, andate a vedere come funziona: è davvero una roba dell’altro mondo… ecco il link!


Tempo di lettura: circa 2 minuti.



 
 
 

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