L'Odissea Scritta Da Una Donna
- My Cup Of Tea News

- 29 lug
- Tempo di lettura: 5 min

Mentre Christopher Nolan riporta tutti all’Odissea, noi vi raccontiamo la teoria più affascinante (e controversa) sull'autore del poema più famoso della storia.
L’altra sera siamo stati colti da un leggero attacco d’ansia. Rientrati a casa dopo aver visto L’Odissea di Christopher Nolan, abbiamo preso di petto gli scaffali della libreria alla ricerca di una copia del libro. C’è di sicuro, ricordiamo perfettamente la copertina: un tascabile Feltrinelli di almeno una ventina d’anni fa. Tra i libri italiani, niente. Niente tra quelli in lingua straniera. Abbiamo rovistato tra i vocabolari e i dizionari dei tempi del liceo, sicuri che fosse accanto al buon vecchio Rocci greco-italiano. Niente. Panico. Ma dove sarà finita? L’abbiamo prestata e mai più riavuta? Persa nell’ultimo trasloco?
Ansimanti e boccheggianti siamo corsi al computer per capire quale fosse la versione più aggiornata e meglio tradotta da comprare immediatamente. Ed è così che abbiamo fatto una bellissima scoperta che vorremmo condividere con voi.
Blackie Edizioni, casa editrice indipendente con una splendida vocazione per recuperare e reinterpretare i grandi classici, ha pubblicato L’Odissea nella versione originale di Samuel Butler. E qui si apre un mondo.
Un dandy iconoclasta reinterpreta l'Odissea.
Dovete sapere che Butler, vissuto nella seconda metà dell’Ottocento, era uno dei personaggi più anticonformisti dell’Inghilterra vittoriana. Scrittore, saggista, polemista, dandy, autore del celebre romanzo utopico Erewhon. Insomma un intellettuale incapace di accettare qualsiasi verità senza averla prima rimessa in discussione. Amava Darwin, criticava la religione bacchettona del suo tempo, studiava il Rinascimento italiano e, soprattutto, leggeva i classici come fosse Sherlock Holmes: sempre alla ricerca di indizi.
Visitò più volte l’Italia del Grand Tour e trascorse lunghi periodi in Sicilia. Continuava a leggere e rileggere l’Odissea e, osservando la costa occidentale dell’isola, ebbe l’impressione che quei luoghi gli fossero stranamente familiari.
Pensa che ti ripensa, arrivò alla conclusione più strampalata e inverosimile possibile. Elaborò per primo la teoria, totalmente iconoclasta per quei tempi, secondo la quale L’Odissea non fosse di Omero e, peggio ancora, non fosse stata scritta in Grecia ma bensì in Sicilia e per di più da una donna.

Ora, non storcete il naso e non atteggiatevi a puristi che hanno fatto il Liceo Classico: a ben pensarci nel poema si parla continuamente “al femminile” di casa, ospitalità, banchetti, tessuti, talami nuziali, ancelle, relazioni familiari, dell’inquietudine di Ulisse, della santa pazienza di Penelope, della trasformazione di Telemaco, del bullismo di Antinoo, delle emozioni e della vita quotidiana. Mentre l’Iliade è il poema della guerra, dell’eroismo e della morte, l’Odissea è l’epica della famiglia, degli affetti e dei grandi valori della vita.
Oggi potremmo definire Butler il primo detective della filologia: come un investigatore davanti a un caso irrisolto, iniziò a raccogliere indizi. Analizzò il linguaggio. Il carattere dei personaggi. Gli oggetti domestici. Le emozioni. La precisione con cui venivano descritti gli ambienti. Le abitudini femminili. I dettagli della vita quotidiana.
Più vivisezionava il testo, più gli sembrava di riconoscere una distinta voce femmine. Arrivò perfino a immaginare l’identità della misteriosa autrice: una giovane donna intelligente, colta, ironica, non sposata, orgogliosa della propria indipendenza e vissuta sulle coste della Sicilia. Più precisamente nei pressi dell’attuale Trapani, che Butler identificava con Scheria, la mitica terra dei Feaci.
E se Omero non fosse mai esistito?
Nel 1897, in pieno delirio iconoclasta, Butler manda alle stampe “The Authoress of the Odyssey” (che potete leggere ne La Biblioteca del Vascello), un saggio che suscitò enorme interesse e fece parecchio scalpore. Aveva ragione? Probabilmente no. O, almeno, la grande maggioranza degli studiosi continua a ritenere che la sua teoria non sia dimostrabile.
Ma, indipendentemente da tutto, il merito di Butler non è quello di aver trovato la soluzione definitiva, bensì di aver avuto il coraggio di porre una domanda che nessuno aveva mai osato formulare… e se Omero non fosse mai esistito? E se i poemi epici non fossero libri scritti, ma opere interamente orali, concepite per essere cantate e ascoltate? E se L’Odissea fosse nata dai canti che le donne si scambiavano nelle lunghe giornate trascorse tra di loro?”
Una teoria di cui avrete sentito sicuramente parlare, che Samuel Butler porta all'attenzione del grande pubblico, e che ancora oggi affascina lettori, scrittori e studiosi. Tanto che Robert Graves, molti anni dopo, scriverà “La figlia di Omero” (che meriterebbe una ristampa), trasformando l’intuizione di Butler in un romanzo storico.
Nel 1900, poi, il nostro amico pubblica la traduzione in prosa di cui vi parlavamo all’inizio e che stiamo leggendo con passione perché, come scrive lui stesso, «l’obiettivo non è imitare il verso greco, ma permettere anche ai non grecisti di leggere l’opera con naturalezza, quasi fosse un romanzo». Non è un caso che Jorge Luis Borges la considerasse una delle migliori traduzioni inglesi dell’Odissea.
E dobbiamo dire che, più andiamo avanti con la lettura, più ci divertiamo a immaginare una giovane ragazza, bella come Nausicaa, intenta a incidere con lo stilo una tavoletta cerata. La vediamo sorridere mentre Ulisse ne combina un’altra delle sue, tifare per Penelope che tiene tutti in scacco con pazienza e intelligenza, aiutare Telemaco a crescere tra mille insicurezze, ridacchiare con Circe che pensa che gli uomini siano tutti porci e sbuffare davanti a Calipso, che non si fa alcuno scrupolo pur di trattenere l’uomo che ama.
Che Butler avesse ragione oppure no, probabilmente non lo sapremo mai. Ma se uscendo dal cinema Christopher Nolan vi ha fatto venire voglia di rileggere l’Odissea, fatevi un regalo: concedetevi anche il lusso di dubitare di tutto quello che avete sempre dato per scontato. Compreso il fatto che, forse, la più grande storia di uomini sia stata scritta da una donna.
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Buone Vacanze E... Felice Anno Nuovo
C’è chi considera gennaio il mese dei nuovi inizi. Noi no.
Per noi l’anno ricomincia sempre a settembre. Sarà per deformazione scolastica, per i nuovi quaderni ancora da riempire o perché, dopo l’estate, le idee sembrano tornare più leggere e ordinate. Fatto sta che settembre ha sempre il profumo delle ripartenze.
Per questo vi diamo appuntamento alla fine delle Vacanze. Ad aspettarci ci saranno tante novità.
Le Novità Di MyCupOfTea
Stiamo già lavorando al MyCupOf Tea PopUp d’Autunno previsto per il 23, 24 e 25 Ottobre nei saloni e nel giardino segreto di Palazzo Firenze a Campo Marzio.
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Naturalmente continueranno anche le nostre NewsLetter, con nuove storie, curiosità, tendenze, idee e personaggi da osservare con occhi diversi.
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Nel frattempo, fate come noi: leggete un buon libro. Entrate in una libreria indipendente. Comprate una cartolina che non spedirete mai. Perdetevi in un museo. Fate una deviazione non prevista. Tornate a casa con un’idea nuova.
Ci rivediamo a settembre. Che, ormai, è inizio anno.
Buone vacanze da MyCupOfTea.



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