Un'Estate Più Reale E Meno Digitale
- Massimo Porcelli
- 22 lug
- Tempo di lettura: 4 min

Ovvero: in vacanza il vero lusso
sarà spegnere il telefono e aprire un libro.
Che abbiate già aperto la casa al mare o che stiate facendo le valigie, imbarcandovi su un caicco o organizzando un retreat sul Lago di Como, sappiate che dovete assolutamente portare con voi - e sfoggiare con studiata nonchalance - almeno due libri (un paperback e una copertina rigida), un taccuino Moleskine, un set di penne Kaweco (a piacere tra stilo e roller), qualche pennarello Stabilo 88 in colori a piacere ma abbinati tra loro. Perché il nuovo trend è semplice: questa è un'estate intellettuale, meno digitale, più reale.
Sarà cool riempire la borsa di paglia con un paio di quotidiani, “Vanity Fair” e “La Settimana Enigmistica” (quella classica, ovviamente). Sarà totalmente disdicevole presentarsi in spiaggia con il Kindle sotto il braccio. Perché la carta torna di gran moda. Carta da lettere, carta patinata lucida, carta stampata, ottima la carta riciclata. Da leggere, da scrivere, da farci gli aeroplanini e le barchette. Fate quel che volete ma fatelo con la carta.
L'estate intellettuale della "paper revenge"
Leggete un Einaudi Stile Libero, fate i poliglotti con un Penguin, dedicate mezz’ora la mattina a scrivere le vostre “morning pages”, sfogliate pigramente “Chi” che fa molto nazional popolare. Condividete la vostra copia di “La Cucina Italiana” con la vicina d’ombrellone e date l’avvio a una golosa amicizia.
È la “paper revenge” che, tra corsi e ricorsi storici, torna dirompente e dà il benservito allo schermo del telefonino. Sfogliate, scrivete, fate l’orecchia alla pagina, sottolineate. E fatelo da subito perché questa è una tendenza che ci accompagnerà per un bel po’.
Lo sa bene Dua Lipa, pop singer più cool del momento e indiscussa icona di stile che ha scelto di dedicare una parte importante della sua vita ai libri. Ha creato “service95bookclub” (vi consigliamo vivamente di seguirla) su Instagram, che seleziona romanzi e saggi e li propone a oltre seicentomila follower. E non finisce qui: Dua ha anche fondato la “Manifesto Library”, una biblioteca permanente dedicata ai libri censurati e vietati nel corso della storia. E non certo nell’instagrammatissima Londra, ma all’interno della storica Livraria Lello a Porto.
Ovviamente se ne è accorto anche il mondo del lusso: le grandi maison investono sempre di più in riviste stampate, libri fotografici, booklet da collezione e raffinati magazine.
Prada ha creato a Milano una biblioteca aziendale con oltre 43.000 volumi, consultata quotidianamente dai designer e dal team creativo. È un segnale fortissimo: in un’azienda che vive di innovazione, la ricerca passa anche attraverso i libri e le riviste cartacee.
Le Monde d’Hermès è un magazine semestrale, offerto in boutique e inviato ai clienti più fedeli, che oggi è considerato un oggetto da collezione. Molta arte, fotografia, artigianato, viaggi e cultura che arricchiscono la maisondi Faubourg Saint-Honoré di un importante background culturale.
Forse non lo sapevate, ma Louis Vuitton è ormai una vera casa editrice. Pubblica da anni City Guide e Travel Book dedicati ai globe-trotter più spendaccioni mentre Fashion Eye è pensato per i fashionisti più incalliti. Basta entrare in negozio per trovare in bella mostra grandi volumi fotografici dedicati all’arte e all’architettura, tanto per dire: non facciamo solo borse monogram.
Acne Paper, lanciato dagli svedesi di Acne Studios nel 2005, torna con un volume monstre di circa 500 pagine. Pochissima moda e moltissima cultura: teatro, letteratura, filosofia, arte.Nell'epoca dello scroll infinitola carta stampata è il vero lusso
E, ultima ma non meno importante, arriva la Dior Book Toteispirata alla biblioteca dei sogni di Jonathan Anderson, in tantissime versioni dedicate alle copertine originali dei grandi classici della letteratura, da “Il Gattopardo” a “Le Tour du Monde en 80 Jours” a “Dracula” di Bram Stoker.
Il paradosso è evidente. Mentre il mondo dimentica la carta, le maison più prestigiose fanno esattamente il contrario. Stampare libri o riviste sempre più belli, sempre più curati, sempre meno usa e getta è l’uovo di Colombo che permette di creare hype di gran qualità andando ben oltre la vetusta pubblicità o i volgarissimi social media. Nell’epoca dello scroll infinito, il vero lusso è offrire al cliente un mondo che solleciti l’attenzione e inviti alla riflessione. Più il digitale è onnipresente, più la carta diventa una libera scelta. E, proprio per questo, un piccolo lusso.
Oggi regalare un libro ha molto più significato di inviare un link. Ricevere una cartolina sorprende più di un messaggio WhatsApp. Scrivere un invito a mano può sembrare démodé ma fa molto figo. Avere sulla scrivania una confezione di carta da lettere Capri di Pineider è un lusso privato e una pubblica virtù.
Non stiamo parlando di nostalgia. Nessuno di noi rinuncerebbe alla comodità di avere una biblioteca in tasca o alla possibilità di acquistare un biglietto del treno con un clic. Il digitale ci ha migliorato la vita in mille modi. Ma ci ha anche abituati all’economia dell’attenzione, a consumare tutto troppo in fretta senza prestare vero interesse in ciò che ci passa sotto gli occhi. La carta, invece, continua ostinatamente a fare il contrario. Ci costringe a rallentare. Buone vacanze intellettuali!
Tempo di lettura: 2 minuti e poco più.


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